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Millennials, la generazione precaria

  • Immagine del redattore: Team Icaroe
    Team Icaroe
  • 29 gen 2020
  • Tempo di lettura: 2 min


I millennials sono una generazione precaria.


Sono le persone nate tra il 1981 e il 1996 (quindi che hanno raggiunto la maggiore età nel nuovo millennio), in un periodo di grandi cambiamenti globali e di crisi economica.


Non sono i “nativi digitali” (chiamata invece “Generazione Z” e compresa tra il 1995 e fine anni 2000) ma la loro crescita è avvenuta in un periodo di grande rivoluzione tecnologica: mentre i millennials crescevano i computer sono entrati in tutte le case, sono nati gli smartphone e i social media, rivoluzionando il nostro modo di comunicare gli uni con gli altri.

I millennials sembrano avere una concezione diversa di lavoro e proprietà, tendono a sposarsi più tardi e a viaggiare di più. Il lavoro è spesso concepito come un “trampolino” per un miglioramento continuo e non una destinazione finale. Sono una generazione di incertezza ma anche di desiderio di cambiamento. [1]


Però i millennials non sembrano affatto in salute.

Un recente studio Americano ha mostrato una previsione spaventosa: i millennials americani si ammaleranno di più, saranno più poveri e moriranno più giovani rispetto alla generazione precedente (chiamata Generazione X).

Questo “shock di salute” è talmente grave da essere stato paragonato alla guerra del Vietnam e al boom di HIV e AIDS. E’ ancora possibile invertire questo trend, ma senza alcun intervento i millennials rischiano un aumento della mortalità del 40 per cento in più rispetto alla generazione dei loro genitori comparata per età.

La causa maggiore sembra legata a disturbi mentali e a comportamenti pericolosi.

Tra il 2014 e il 2017 l’incidenza di depressione, ansia e iperattività è aumentata circa del 30 per cento.

I millennials hanno molta più probabilità di morire a causa dell'abuso di sostanze e incidenti rispetto alla Gen-X, e sale anche il rischio di soffrire di pressione alta o di morire a causa dei tumori. [2]

Più malati significa anche più poveri! Ammalarsi di più significa uscire prima dal mercato del lavoro e contribuire meno alla crescita economica.

Quindi se da una parte la generazione dei millennials colleziona traguardi come i 10.000 passi al giorno e usa app che contano quanti bicchieri di acqua bere e le calorie contenute nei cibi, finisce poi per essere risucchiata in un sistema di generale precarietà che creerà persone più malate, più infelici e più povere.


È ora di interrogarsi davvero sulle cause e di invertire questo trend.


Il team di Icaroe


Fonti


[1] The Deloitte Global Millennial Survey 2019

[2] The Economic Consequences of Millennial Health

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